Valentina Massimino

 

Valentina Massimino inizia a scattare fotografie nel 2006 con l’ingresso nella Libera Accademia di Belle Arti (LABA) di Firenze.  Le sue fotografe e artiste preferite sono:  Diane Arbus, Nan Goldin, Francesca Woodman, Antoine D’agata, Sara Lucas, Jenny Seville. Fin dall’inizio il suo stile è stato subito molto deciso, un bianco e nero a contrasto, assente l’uso di colori netti. La scrittura è una fase molto importante dei suoi progetti. La foto scattata è spesso solo l’atto finale di una profonda ricerca in se stessa e nella psicologia delle persone che sceglie di fotografare. Molto significativo in questo senso il progetto “Panic Room” in cui le fotografie sono  vere e proprie “messe in scena” delle paure nascoste delle persone che Valentina Massimino sceglie di ritrarre con la macchina fotografica, vere e proprie  performance catartiche per chi decide di partecipare. “E’ un progetto senza fine, esisterà finchè qualcuno vorrà parlarmi delle sue paure”. L’essere umano e in particolare il corpo sono quasi sempre al centro dei suoi lavori. In un progetto dedicato al dolore Valentina ha deciso di inserire foto in diverse ambientazioni, legate però sempre allo squallore e al dolore. In questa serie si vedono corpi piegati dalla sofferenza come sua nonna nei giorni precedenti la morte, giovani ragazze picchiate, ma anche situazioni di tossicodipendenza. Ultimamente la fotografia non le basta più, negli ultimi tempi sta sperimentando il montaggio video ed è molto attratta dalla Body Art. Terminata la LABA frequenterà l’Escuela de Fotografia EFTI di Madrid.

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http://valentinamassimino.wordpress.com/

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