Maria Adele Macchioni

Donna caucasica anno 1974.

Quando Lorenzo mi ha chiesto di scrivere una presentazione degli autoritratti presenti a questa collettiva ero tentatissima di mandare quell'unica riga in alto. Mi domandavo come spiegare a parole le sensazioni di alcuni lavori nella loro intimità. Lo credevo, e per certi aspetti lo credo, improponibile. Dato che amo le sfide, però, ci proverò, non essendo certa di riuscirci, in quel caso mi affido nelle mani delle mie fotografie che spero riescano a comunicarvi le mie sensazioni. La parola fotografia, come del resto in molti sanno, è una parola composta ed ha origini greche, significa "scrivere con la Luce". All'approccio con la mia macchina fotografica mi è risultato istintivo inseguire la Luce, cercando di asservirmi a Lei, per creare ciò che rimane sul confine, sospeso. Un vecchio detto recita: "Non c'è Luce senza Ombra", ed è quanto di più calzante possa descrivere i lavori che ho qui presentato.

Non c'è uso di Luci artificiali, nulla di quanto si possa trovare in uno studio fotografico, lo sfondo illuminato è Luce naturale, ricavata dalla portafinestra della mia camera. Non riesco a dirvi se mentre scatto sono accompagnata da un'idea o se è l'idea a nascere dopo averlo fatto, spesso però sono ispirata da libri che ho letto, da canzoni che amo o che ho appena scoperto, da film che mi hanno emozionata o sconvolta, per me fotografare significa comunicare, creare empatia. Non è detto ci riesca sempre, non è detto che la comunicazione sia sempre assonante con le mie emozioni, non è un fine che mi prefiggo, fotografare fa, per primo, bene a me. Unire l'immagine alle parole ed alla musica mi fa raggiungere quel confine sospeso su un crinale. Sì, avete ragione, forse era meglio l'unica riga iniziale.

[Personal site]

http://www.flickr.com/photos/elogiodellafuga/

Leave a Reply

Twitter Facebook Flickr RSS