Pietro Gaglianò

Pietro Gaglianò contestualmente agli studi di Architettura ha approfondito la conoscenza e l'analisi della cultura visiva contemporanea in tutti i suoi aspetti, sviluppando progetti e ingaggiando importanti collaborazioni nell'ambito delle arti visive, dell'architettura, delle arti sceniche, dell'editoria e del giornalismo.
A partire dal 2000 affianca all'attività come caporedattore di Exibart (dove ha ideato la rubrica Arteatro, dedicata agli incroci tra i linguaggi scenici e le arti visive) un'intensa ricerca di scrittura critica e progettazione di eventi che lo porta a collaborare con gallerie d'arte e istituzioni pubbliche e private, tra queste il Teatro Studio di Scandicci, la Fondazione Fabbrica Europa per le Arti Contemporanee, i Cantieri Goldonetta, il festival Fies Drodesera, il Comune di Firenze, la Regione Toscana. È stato resident curator presso Quarter - Centro Produzione Arte, a Firenze. È ideatore e curatore del progetto "Omelette", tra editoria sperimentale e multiplo d'artista. Attualmente collabora con Compagnia Krypton / Teatro Studio di Scandicci come responsabile per le arti visive e coordinatore di progetti multidisciplinari.
Tra gli altri, ha scritto saggi sul lavoro di Enzo Cucchi, Nan Goldin, Loris Cecchini, Paolo Chiasera, Giacomo Costa, Loredana Longo, Maura Banfo, Giancarlo Cauteruccio, Virgilio Sieni, Giovanni Ozzola, Marcello Maloberti, Liliana Moro, Teatro Sotterraneo.
Oltre a testi presenti in cataloghi di mostre personali o collettive (editi da Electa, Maschietto Artout, Pendragon e altri), tra le pubblicazioni si ricorda la cura dei due volumi Trame - con l'abito, intorno all'abito, tra arte contemporanea e fashion, (Pendragon 2005, 2006). Svolge attività didattica presso enti di formazione pubblici e privati ed è visiting professor all'Accademia di Belle Arti di Firenze e alla Facoltà di Architettura.







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